Meta 2021: −77% e poi il ritorno (per chi resse)
Nel 2021 Facebook (poi Meta) era una delle aziende più solide e profittevoli al mondo. Sembrava impossibile sbagliare. Poi arrivò il 2022: dubbi sul metaverso, calo della pubblicità, spese fuori controllo.
Il titolo crollò di circa il 77%, da oltre 380 dollari a meno di 90. Sui giornali si parlava del «declino irreversibile» del social network. Molti investitori, spaventati, vendettero proprio vicino al fondo.
Poi la svolta: tagli ai costi, ritorno alla crescita, e un recupero potente che ha portato il titolo ben sopra i livelli del 2021. Chi ebbe la freddezza di restare fu ampiamente ripagato; chi capitolò al minimo, no.
Il recupero c'è stato, ma è arrivato solo per chi ha sopportato un −77% senza vendere al minimo. È l'esempio più netto di quanto il rendimento del titolo e quello dell'investitore possano divergere: la differenza la fa il comportamento nel panico.