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Telecom Italia: 25 anni di declino

Alla fine degli anni '90 Telecom Italia era l'orgoglio della Borsa di Milano: privatizzata da poco, protagonista dell'euforia della new economy, presente nei portafogli di milioni di piccoli risparmiatori italiani che la consideravano un investimento «sicuro come lo Stato».

Sul picco del 2000, l'azione valeva molte volte quanto vale oggi. Da lì è iniziata una discesa che non si è mai davvero fermata: montagne di debito, una privatizzazione controversa, la concorrenza feroce nelle telecomunicazioni e una lunga serie di ristrutturazioni.

A distanza di venticinque anni, chi comprò sul massimo del 2000 ha perso la stragrande maggioranza del capitale — un declino lento, silenzioso, che ha bruciato i risparmi di un'intera generazione di piccoli azionisti.

La lezione

Anche il «campione nazionale», il titolo che «hanno tutti» e sembra solido come un'istituzione, può distruggere valore per decenni. Un'azione non deve nulla a nessuno: né alla sua storia, né al fatto di essere italiana.

Qui sotto la simulazione parte da marzo 2000 — la data del crollo, fissa. Cambia pure gli importi e passa da Lump Sum a PAC: le date restano quelle vere del disastro, così vedi la discesa reale e cosa sarebbe successo tenendo duro fino a oggi.

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Capire il rischio

Dati forniti da Yahoo Finance a solo scopo educativo. Rendimenti passati non garantiscono risultati futuri. Questo non è un consiglio d'investimento.