Unicredit prima di Lehman: la blue chip che bruciò il capitale
Prima della crisi del 2008, UniCredit era considerata una blue chip da tenere in cassetto senza pensieri: grande, storica, italiana. Molti risparmiatori la avevano in portafoglio proprio per «sicurezza».
La crisi finanziaria travolse le banche di tutto il mondo. UniCredit crollò, e negli anni successivi le ripetute ricapitalizzazioni e i raggruppamenti azionari diluirono enormemente il valore per chi era entrato prima.
Il risultato, aggiustato per le operazioni sul capitale, è impietoso: chi comprò nel 2007 ha visto quasi azzerarsi l'investimento e, a distanza di quasi vent'anni, è ancora largamente in perdita.
«Blue chip» e «da cassettista» non sono sinonimi di «sicuro». Anche un colosso apparentemente solido può distruggere capitale — e le banche, per la loro leva, sono tra i casi più estremi.